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Eventi
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A Portorosa è possibile festeggiare il Natale in barca e andare a sciare sull'Etna. Nei paesi minori, attorno a Portorosa, si possono assaporare la vita e le tradizioni di un popolo dalla storia millenaria che osserva come una religione l'amicizia e l'ospitalità.
Sagra dell'Olio a Furnari, 31 Luglio. La manifestazione si ripete ogni e spesso apre l'estate Furnarese.
Pane caldo con Olio locale, bruschette, olive e un buon bicchiere di vino di Furnari. Il tutto condito con della buona musica.
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PATTI
Gran Carnevale pattese con sfilate di carri allegorici e gruppi mascherati, manifestazioni musicali e serate danzanti.
Venerdì santo, processione delle varette con 11 statue lignee di pregevole valore artistico;
Dal 25 marzo in poi, processione della Madonna Annunziata durante la quale bambini e bambine fino a tre anni vengono vestiti con ori e preziosi raccolte fra i fedeli, si sono quantificati fino a 5 Kg di oro per ogni bambino.
Ultima domenica di luglio, festa della patrona S. Febronia concittadina dei Pattesi martirizzata nel III sec.
Giugno, luglio, agosto: Cinema sotto le stelle presso Villa Pisani cinema sottole stelle. Sagre di varie specialità.
TINDARI
Maggio: Teatro giovane, rassegna teatrale fra le scuole superiori di tutta Italia.
Giugno: Teatro greco, “ teatro dei due mari”manifestazione con due spettacoli con compagnie di livello nazionale che si effettua a Patti e a Taormina.
A partire dall'11 luglio si apre una kermesse folkloristica con l'accensione del Fuoco dei Dioscuri: una fiaccolata che si snoda per diversi chilometri a cui partecipano due cavalieri per ogni comune facente parte del Consorzio Tindari – Nebrodi che sfileranno portando gli stendardi del comune del consorzio rappresentante.
L'obiettivo dell'evento è quello di riuscire a coniugare armonicamente il turismo archeologico, religioso, culturale e paesaggistico.
Tutto sarà accompagnato dalle bande musicali, spettacoli folcloristici e l’animazione di trampolieri e mangiatori di fuoco.
7- 8 settembre: Festa della Madonna Nera. Decine di migliaia di fedeli provenienti da tutta la Sicilia e dalla Calabria invade la località.
Sagre del maiale, del sedano, delle olive schiacciate.
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"U Signuri Longu" - Processione del 25 Agosto - Castroreale
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Fra le tradizioni religiose di Castroreale la festa in onore del SS. Crocifisso (nel dialetto locale “U Signori longu”) occupa, sin dalla metà del sec.XIX il posto principale, sia per il suo significato religioso-folcloristico, sia per la grande affluenza di pubblico, che giunge da tutte le parti.
L’istituzione della festa risale al 1854, l’anno in cui una terribile epidemia di colera infierì nella città di Messina, falciando, nello spazio di appena due mesi, circa trentamila persone. Alle prime avvisaglie del male molti messinesi avevano cercato di sfuggire al contagio riparando nelle campagne e nei paesi più vicini della provincia.
A Castroreale giunse fra gli altri la signora Giuseppina Vadalà, moglie del cittadino messinese Orazio Nicosia, che allora vi risiedeva per ragione d’impiego. Appena giunta, la signora si rivelò già colpita dal male e la notizia, diffusasi rapidamente tra la popolazione, che fino a quel momento era rimasta immune, seminò allarme e costernazione. Si pensò di ricorrere in quel grave frangente all’aiuto divino, portando in processione il simulacro del Crocifisso venerato nella chiesa di S. Agata, al quale il popolo era solito ricorrere nelle varie calamità. Era il 25 agosto. Quando la processione giunse presso la casa, in cui abitava il signor Nicosia, questi , allontanandosi dal letto, su cui giaceva la moglie ormai moribonda, assistita da un sacerdote, andò ad inginocchiarsi sul balcone e, volgendo gli occhi pieni di lacrime alla sacra immagine, implorò il miracolo. In quel momento sentì la voce della moglie, che da qualche ora non parlava più, e, corso al capezzale, la trovò seduta sul letto e come tornata alla vita. Il miracolo riempì di gioia la cittadina, nella quale in quell’occasione non si registrò alcun altro caso di colera.A partire da allora la giornata del 25 agosto è stata consacrata alla festa del SS. Crocifisso, la cui solennizzazione ha sostituito nella devozione popolare le feste patronali di S. Silvestro (31 dicembre) e dell’Assunzione (15 agosto). I festeggiamenti durano tre giorni e si aprono nel pomeriggio de 23 agosto con la traslazione del Crocifisso dalla chiesa di S. Agata alla Chiesa Madre, dove rimane esposto al culto fino al pomeriggio del 25 successivo, quando viene solennemente riportato in processione alla sua chiesa.Per la sua unicità la processione costituisce l’attrazione principale. Il simulacro a grandezza naturale del Crocifisso, opera espressionistica di ignoto plasticatore del secolo XVII, unitamente alla croce su cui è collocato, viene montato sull’estremità di un alto e robusto palo sfaccettato, dipinto in nero e munito sulle facce anteriore e posteriore di grossi chiodi conficcati ad intervalli regolari. Mediante una peritissima manovra di pertiche di varia lunghezza terminanti in forcine di ferro, che vengono appuntate sotto i predetti chiodi, il lungo legno viene inalberato, messo a piombo e quindi fissato con due perni di acciaio su un pesante fercolo, che viene poi portato a spalla per le principali vie cittadine. La croce così inalberata raggiunge l’altezza di circa quattordici metri e supera tutti gli edifici, ad eccezione della Chiesa Madre, all’interno della quale, con la sua estremità superiore sfiora quasi le travature del tetto della navata centrale. Il trasporto processionale per vie che presentano notevoli pendenze è basto su un complesso gioco di equilibrio reso possibile dal sostegno delle pertiche suddette, che puntellano l’altissima croce durante il percorso in salita e in discesa. L’emozionate processione si muove quindi con grande compostezza e assai lentamente e tiene col fiato sospeso i fedeli e i turisti che accorrono numerosi a vederla.Sono quelli dei festeggiamenti i giorni in cui Castroreale diventa meta continua di visitatori, anche stranieri, attirati sul luogo dal sentimento religioso, ma anche dalla curiosità e dal carattere sobriamente spettacolare della manifestazione. La ricorrenza richiama in primo luogo una folla di cittadini di Castroreale e di oriundi emigrati anche all’estero e costituisce il legame più sentito con la propria terra e con le proprie radici per chi dalle necessità della vita è stato sbalzato lontano. Nel pomeriggio del 25 agosto è imponente la moltitudine delle persone, che da tutti i paesi della zona raggiunge Castroreale; e la cittadina vive in quel giorno, anche dal punto di vista economico, il suo momento più importante
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Tonnarella -Processione "Madonna di Trapani" - Seconda Domenica Agosto
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Una processione a mare è sempre suggestiva e attira, tutte le volte che si fa, molta gente che vi partecipa con devozione, sia che si tratti di un Santo sia che si tratti della Madonna
Dal lido di Tonnarella (Portorosa) si avvia ogni anno la processione a mare della veneratissima Madonna di Trapani.
E' una processione ormai tradizionale, somigliante a quella di San Rocco di Calderà o a quella di San Francesco di Paola a Milazzo, ma con una peculiarità, che la distingue dalle altre: da quando esiste Portorosa, di anno in anno, la partecipazione dei natanti è divenuta sempre più consistente, per cui ogni anno è davvero uno spettacolo vedere sfilare decine d'imbarcazioni illuminate, grandi e piccole, dietro il battello con la bella statua della Madonna: una fedele riproduzione della miracolosa immagine custodita nella Basilica dell'Annunziata di Trapani. Di quella Maria Santissima che, un po' come la Madonna del Tindari, ha una sua leggendaria storia ed un Suo Santuario, meta di intenso pellegrinaggio.
Fuochi d'artificio, falò e tuffi in mare, fanno da corona alla lunga processione che da Portorosa procede fino nei pressi di Marinello, per poi tornare e portarsi nel versante est di Tonnarella: il rientro in Chiesa al suono della banda, come sempre, avviene verso le 23 accompagnato dal suono a festa delle campa
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Festa di San Bartolomeo - 24 Agosto - Lipari
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Bartolomeo era uno dei dodici apostoli che seguirono Gesù. Il racconto della sua morte lo vuole ucciso, secondo alcuni da parte del re dei Medi nella regione della Siria, mentre altre fonti parlano dell'Armenia.Le reliquie del Santo, nel 546 compaiono a Lipari e nel 838 a Benevento; l'Imperatore Ottone III le porterà a Roma nel 983.
San Bartolomeo è il Santo protettore di Lipari e viene festeggiato più volte all'anno in date diverse :
il 13 febbraio per la prima traslazione del Corpo, il 24 agosto, festa ufficiale del Santo istituita dalla Chiesa tra il VI e il VII secolo, il 5 marzo su richiesta dei contadini che nel 1823 scamparono alla pestilenza, il 16 novembre per lo scampato pericolo del terremoto nel 1894 e il 24 agosto che è la festa che raccoglie a Lipari i fedeli di tutte le isole, in un solo grande abbraccio con il Santo.
Quella del 24 Agosto a Marina Corta, è appunto la festa più importante, quella a cui partecipano tutti gli isolani, ed in cui si svolge la processione della statua di San Bartolomeo con il "vascelluzzo" (reliquiario d'argento), entrambi portati a spalla dalle varie confraternite. La festa si conclude con degli spettacolari fuochi d'artificio sul mare.
Le Varette - Barcellona P.G. - Venerdì Santo Barcellona e Pozzo di Gotto possiedono due Arcipreture, e vantano, in occasione del Venerdì Santo, due distinte processioni. Esse si dividono in due distinti filoni : quello di Pozzo di Gotto, dotato di "varette " più antiche che risalgono al 1800, ad eccezione dell' " Ecce Homo ", databile intorno al 1700 e l'altro al filone di Barcellona caratterizzato da creazioni più moderne, risalenti ai primi ani del '900.
L'origine della sacra manifestazione barcellonese risale al 6 Aprile 1871.
Si tratta di una rassegna di statue che rievocano le varie fasi della Passione di Cristo, dalla Cena fra gli Apostoli alla Deposizione nel Sepolcro.
Ogni processione è composta da tredici carri che vengono chiamati "varette"; anticamente venivano portati a spalla, ma adesso sono dei veri e propri carri.
Nel primo pomeriggio le varie "barette", uscendo dalle proprie chiese di appartenenza, si radunano nella chiesa di San Giovanni Battista, per la processione di Barcellona, e nella chiesa di S. Maria Assunta, per la processione di Pozzo di Gotto. Al momento in cui si radunano tutte le "varette", incominciano le rispettive processioni.
Le due processioni, alla sera, si incontreranno nella strada che divide i due centri abitati: questo è un momento molto caratteristico ed atteso dai fedeli.
Le "varette" di Barcellona sono: la Cena, il Signore nell'orto, il pretorio di Pilato, il Cristo alla Colonna, l'Ecce Homo, la caduta di Cristo, Cristo che incontra la Veronica, il Crocifisso, la deposizione, la Pietà, il Cristo posto nel sepolcro, l'urna col Cristo morto scortato dai soldati romani chiamati Giudei, e la Madonna Addolorata. Conclude la processione un sacerdote che tiene in mano la reliquia della Santa Croce, e la banda musicale.
Le "varette" di Barcellona sono dei carri riccamente infiorati, accompagnate quasi tutte da un gruppo di cantori, detti "Visillanti", che cantano i tradizionali lamenti di Cristo.
Le "varette" di Pozzo di Gotto sono: la Cena, il Signore nell'orto, il Cristo alla Colonna, l'Ecce Homo con un gruppo di cantori, Cristo con la croce, Cristo che incontra la pie donne, Cristo che cade sotto la croce, la spoliazione delle vesti, il Crocifisso, la Pietà, i simboli della Passione, il Cristo Morto con i soldati, dettiGiudei, con elmi con piume di pavone, la Madre Addolorata, e la reliquia della Santa Croce.
Dopo l'incontro delle due processioni, esse continuano nei loro percorsi fino a ritornare nei luoghi di partenza, per poi infine dividersi tutte le "varette" e ritornare ognuna nelle proprie chiese di appartenenza
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Avvenimenti d'arte e cultura, nei mesi estivi nel Teatro greco di Taormina si svolgono ogni anno durante la stagione artistica denominata "Taormina Arte" in cui si può assistere ad autentici avvenimenti artistici nel campo della musica, del teatro, del cinema, del balletto classico e moderno.
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Il Mercato dell'Unione dei Nebrodi
Fra i 42 mercati degli agricoltori finanziati dall'assessorato all'Agricoltura, il più importante della provincia di Messina è certamente quello dell'Unione dei Nebrodi, che interessa i comuni di Sant'Agata Militello, Capo d'Orlando, San Fratello, Caronia, Torrenova e Santo Stefano di Camastra, in ognuno dei quali periodicamente saranno tenuti i mercati degli agricoltori dei Nebrodi.
A Santo Stefano di Camastra il mercato è ubicato in Via Petit con una superficie di 3000mq circa. Con la realizzazione e la gestione del mercato, oltre che favorire la conoscenza delle produzioni locali di qualità e promuovere l'incontro tra il mondo della produzione e il mondo del consumo, si intendono presentare e far conoscere prodotti, piatti o preparazioni legati alle tradizioni e alle consuetudini del territorio nebroidei, ma anche modalità di produzione, antiche e moderne, e il recupero delle tradizioni artigianali.
Gazzetta del Sud
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